Respira!


61. “Né con parole concilianti, né con offerte di doni, né con una strategia politica, né attaccandola a tua volta e neppure stipulando un patto: quando giunge l’impetuosa morte, in nessun modo può essere respinta.

62. “Perciò non devi confidare nella transitoria vitalità: sempre infatti porta via il Tempo, non aspetta paziente la vecchiaia.

63. “Chi mai veramente potrebbe fantasticare, a mente lucida, di sconfiggere la morte, quando capisce che il mondo, privo di qualsiasi fondamento, è fragile come una bolla apparsa sull’acqua?

64. “Perciò, mio caro, per scacciare tutti questi pensieri negativi [che possono sorgere durante la meditazione], rivolgi la tua attenzione mentale all’inspirazione e all’espirazione.

“Nanda il Bello” di Ashvaghosha (I o II sec.d.C) cap.XV vv.42-69
Da www.sanscrito.it

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I pensieri sono come l’aria

“I pensieri sono lì semplicemente come l’aria intorno a noi. Sorgono ma sono arbitrari e non affidabili. Perlopiù sono spazzatura, ma gli crediamo in ogni caso”. Le sue parole si incisero nel mio cuore e, prima di ammalarmi, ero diventata quasi un’esperta nell’applicare il suo insegnamento. Specialmente durante la meditazione formale, riuscivo a osservare un pensiero sorgere nella mente, a trattarlo come energia impersonale, e a lasciare che passasse. Sapevo di non poter controllare la natura dei pensieri, ma sapevo anche che non era il contenuto a condurre alla sofferenza.

La sofferenza appariva quando “credevo” al pensiero, quando credevo che il suo contenuto fosse un valido riflesso della realtà. Sapevo, per esempio, che il pensiero: “La mia lezione sull’illecito civile non andrà bene oggi” non significava affatto che non sarebbe andata bene. “Credere a un pensiero” è un altro modo per dire che ci aggrappiamo a esso, continuando a girare e rigirare sulla ruota della sofferenza.

Bernhard Toni, Quando tutto cambia

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Bilanciamento

La nostra civiltà si è edificata sull’idea di un Dio buono e giusto; quando si manifesta il male, pensiamo che ciò avvenga per colpa nostra, o del vecchio Adamo, o dei nostri genitori, o di un altro essere umano. In numerosi casi si potrebbe invece dire che il colpevole è Dio, idea affatto insolita per noi, ma abituale in altre civiltà. Anche nella nostra tradizione, tuttavia, Dio può incorrere in un’ira tremenda i cui effetti ricadono sull’umanità, o lasciar agire il diavolo, come accadeva al Dio del Vecchio Testamento. È importante tener presente questo aspetto per bilanciare la visione cristiana con quella dell’immoralità della natura.

Marie-Louise von Franz, Il femminile nella fiaba

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Unire i puntini

Non é possibile unire i puntini guardando avanti; potete unirli solo guardandovi all’indietro. Così dovete aver fiducia che, in futuro, in qualche modo i puntini si potranno unire.

Dovete credere in qualcosa: il vostro intuito, il destino, la vita , il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha fatto invece la differenza nella mia vita.

Steve Jobs
Discorso tenuto all’Università di Stanford il 12 giugno 2005.


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Se l’uomo…

“Se l’uomo giusto predica la via sbagliata, la via seguirà l’uomo e diverrà giusta.

Se l’uomo sbagliato predica la via giusta, la via seguirà l’uomo e diverrà sbagliata.”

Da “Zen radicale” – detti del maestro Joshu (VIII-IX sec. d.C.)

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Non mi interessa

Non mi interessa sapere come sei arrivato qui. Voglio sapere se rimani qui, al centro del fuoco, con me senza ritirarti.

Oriah Mountain Dreamer

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Filosofi

I filosofi cattolici davano la colpa ai protestanti che attribuivano un valore eccessivo al successo materiale e all’AIUTATI CHE DIO TI AIUTA mentre i cattolici credevano piuttosto all’A CIASCUNO LA SUA CROCE. E i filosofi protestanti dicevano che la Chiesa cattolica era incapace di seguire l’evoluzione delle mentalità che si evolvono senza sosta. E che loro invece erano attenti all’evoluzione delle mentalità che se i pastori potevano sposarsi e accoppiarsi con la moglie era per infondere meglio le idee cristiane in una società minacciata dal nichilismo.

Patria Ourednik, Europeana

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Testimoni di Geova

E i testimoni di Geova dicevano che il consumo di tabacco e di alcol inquina il sangue e non volevano mangiare il sanguinaccio e la carne di maiale tritata e farsi praticare trasfusioni sanguigne perché la mescolanza del sangue era contraria ai precetti divini come il consumo di carne di maiale tritata e di alcol e le relazioni extraconiugali.

E rifiutavano di arruolarsi nell’esercito perché appartenevano al regno di Dio e gli affari terreni non li riguardavano e molti di loro sono morti nei campi di concentramento in Germania e in Unione Sovietica perché il loro comportamento minava l’ideale rivoluzionario e infiltrava pensieri asociali e controrivoluzionari nella società.

Patria Ourednik, Europeana

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Amish

Gli amish erano contro Internet e contro la guerra e la società dei consumi e il tabacco e l’alcol e non amavano l’elettricità e illuminavano le loro case con lampade a petrolio e vivevano nelle colonie e andavano in città in calesse per vendere verdura biologica e prodotti che rispettavano l’ambiente come candele e ceppi di pino e macinini per il caffè e sbattiuova e padelle e lampade a petrolio e aspettavano con impazienza l’Apocalisse che avrebbe messo fine a Internet e alle guerre ecc. e avrebbe permesso loro di entrare nel novero degli eletti e sedere alla destra del Padre.

Patrik Ourednik, Europeana

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Pentecostali

I pentecostali dicevano che a forza di preghiere e meditazioni si poteva riuscire a comunicare con lo Spirito Santo e parlavano lingue sconosciute e immemorabili e dicevano frasi in queste lingue MOKRI HEROKHORA SHMETKHANA e KHARI SAHANA ENTROPIKHO KESSHEHER e REVED LIEONOTEM MOC ELLITTICI SEGEILED ERIONGI ABAM… e gli psicolinguisti dicevano che in questo modo esercitavano un’attività metalinguistica inconscia che è presente in ogni coscienza umana e i sociolinguisti dicevano che era una reazione al discredito del discorso religioso e politico che portava da sé al discredito delle convenzioni linguistiche e alla perdita della fede nel senso della vita e della storia e alla necessità di un cambiamento radicale che si sarebbe espresso appunto in una lingua nuova o sconosciuta.

Patrik Ourednik, Europeana

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