Rimanere vittime

In molti casi le azioni di qualcun altro contribuiscono realmente al nostro disagio e alla nostra infelicità. Non sto insinuando che dovremmo sentirci a nostro agio di fronte a un comportamento nocivo o distruttivo. Ma rimaniamo vittime fintantoché consideriamo un’altra persona responsabile del nostro benessere. Se Ling dice: «Io posso sentirmi felice e tranquilla soltanto se Jun smette di bere», si candida a una vita di malcontento e pena. La sua felicità sarà sempre a una bottiglia o a un sorso dal disastro. Analogamente, se Jun dice «L’unica ragione per cui bevo è che Ling è assillante e ipercritica», rinuncia completamente alla sua libertà di scelta. In vece di rappresentare se stesso in autonomia, è il burattino di Ling. Potrà ottenere il sollievo temporaneo di una sbronza come protezione dal malgarbo di lei; ma non sarà mai libero.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

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