Sul sintomo

” Poichè il sintomo conduce all’anima, c’è il rischio che, eliminando il sintomo con la cura, si elimini anche l’anima, quel qualcosa che sta appena incominciando a manifestarsi, sofferente dapprima e in cerca con urgenza di aiuto, consolazione e amore, ma che, pure, è l’anima presente nella nevrosi che tenta di farsi udire, di fare impressione alla mente, ottusa e caparbia, a quel mulo impotente che con ostinazione pretende di tirare dritto senza mai cambiare.

La reazione giusta a un sintomo dunque potrebbe essere gratitudine e accoglienza, anzichè lamenti e richieste di rimedi, perchè il sintomo è il primo araldo di una psiche che si desta decisa a non tollerare altri soprusi. Attraverso il sintomo la psiche domanda attenzione. Dare attenzione significa dedicarsi a, colmare di attenzioni, accudire con tenerezza e anche attendere, fermarsi, ascoltare; richiede un lasso di tempo e un prolungamento della pazienza. Tempo, tenera cura e attenzione sono appunto ciò di cui ogni sintomo ha bisogno “.

James Hillman Fuochi blu, a cura di Thomas Moore

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