Buono e cattivo

Ma la mafia si distingue dal brigantaggio, che esprime una protesta individuale: prende la forma di società segreta, con un suo codice e un suo linguaggio, in cui la violenza diviene controllo del potere. La società dei fratelli (figli della stessa madre, Mammasantissima) si contrappone a quella dei padri (i viceré, i baroni, i signori borbonici). L’amore e la solidarietà all’interno del gruppo, tra i membri della “fratellanza”, si contrappone all’omertà e alla violenza verso il mondo esterno.

È evidente la scissione tra “buono”, dentro il gruppo, e “cattivo” fuori. All’interno della “famiglia” mafiosa (nel mondo della madre) tutti sono buoni, mentre all’esterno, nel mondo del padre e della realtà, tutti sono cattivi. “Chi non è con me è contro di me” è una concezione persecutoria, tipica della simbiosi con la madre. L’aggressività proiettata all’esterno diventa una minaccia, da cui bisogna difendersi con la violenza per non essere distrutti. Gli altri, gli “esterni”, sono nemici da distruggere.

Silvia Di Lorenzo, La Grande Madre Mafia

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