Risuonare la stessa musica

Però è sicuramente vero che la fisica quantistica, se potrà fare una cosa – a mio modo di vedere – molto interessante, molto potente, lo farà nel cambiare la nostra idea del tempo…
Questa è l’idea che noi abbiamo della memoria, l’idea che abbiamo del tempo, cioè un qualcosa che esiste prima e poi c’è un dopo e noi siamo dentro in questa specie di contenitore temporale…

Quando noi richiamiamo un ricordo noi non lo andiamo a pescare da qualche parte: noi lo riviviamo. Cioè noi lo ricreiamo in quel momento, non è che esiste prima: tu ce l’hai in una biblioteca e lo vai a prendere, no! Tu ricrei l’esperienza in quel momento e la rivivi, tant’é che una sostanza te la può bloccare a tal punto che tu non la ricordi più. Cioè se tu smetti di riviverla in quel momento, poi la traccia amnesica non c’è più.

Questo cambia il paradigma della psicoterapia. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che tu stai costantemente rivivendo non un ricordo che già c’è, ma tu stai rivivendo un modo di funzionare. Tu rivivi un funzionamento del tuo organismo: stai risuonando una musica. Non è che la musica suona da prima, tu la risuoni e credi che quella sia la tua identità e continui a risuonarla.

Da Intervista a Erica Poli, Il fallimento dello scientismo in medicina, Bioblu

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