Quello che diciamo ai bambini

A volte, ascoltando le storie delle persone, mi sorprendo proprio di quanto sia difficile abbandonare l’immagine – e la previsione – che i nostri genitori hanno avuto su di noi. Non è perchè ci è piaciuta. Non è nemmeno perchè l’abbiamo ritenuta vera. È perché ha un peso specifico assolutamente particolare: il segno di appartenenza. Il marchio di fabbrica della nostra famiglia.

Dovremmo fare attenzione a quello che diciamo ai nostri bambini: i bambini ascoltano le cose che diciamo e, soprattutto le cose che crediamo su di loro. E siccome ci guardano come potenti totem della loro vita, credono alle nostre previsioni come un indiano cheyenne crede all’uomo medicina. Ci credono al di là di ogni ragionevole dubbio. A volte sono previsioni esplicite, altre implicite ma quel marchio di fabbrica lascia un segno nel cuore. Diventano un mantra – spesso letale – che torna fuori proprio nei momenti in cui siamo in difficoltà e avremmo, invece, bisogno di essere curati.

Nicoletta Cinotti

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