Non ci possiamo aspettare

Non ci possiamo aspettare che un governo dica ai bambini:

“Vivrete in un mondo pieno di movimenti di massa, politici e religiosi, di idee di massa, di culture di massa. Ogni ora di ogni giorno sarete inondati da idee e da opinioni che sono prodotte dalla massa e poi rigurgitate, la loro unica vitalità sta nella forza della folla, negli slogan, nello schematismo. Per tutta la vita faranno pressione su di voi perché entriate nei movimenti di massa, e se riuscirete a resistere sarete, tutti i giorni, sotto la pressione dei gruppi più diversi, spesso degli amici più cari, che vogliono che vi conformiate a loro.

Tante volte nella vita vi sembrerà che non abbia senso resistere a quelle pressioni, che non siete forti abbastanza.

Ma vi verrà insegnato come esaminare quelle idee di massa, quelle pressioni apparentemente irresistibili, come pensare con la vostra testa e scegliere di conseguenza. Vi si insegnerà a studiare la storia per vedere come sia breve la vita di quelle idee, come quelle che sembrano più irresistibili e più convincenti scompaiano da un giorno all’altro. Vi insegneremo a leggere la letteratura, che è lo studio che l’umanità fa di se stessa, per capire lo sviluppo delle persone e dei popoli….

Ebbene no, non ci possiamo aspettare niente del genere dal programma di un qualunque governo o stato, stando a quanto è dato vedere oggi nel mondo. Ma i genitori possono parlare ai figli in questo modo, e anche certe scuole.”

Doris Lessing, Le prigioni che abbiamo dentro, 1986

prigioni

 

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