Essere quello che si è

L’attuale durata media della vita, relativamente più lunga di prima, com’è stato provato statisticamente, è un prodotto della civiltà. I primitivi raggiungono un’età avanzata solo eccezionalmente. Così, ad esempio, presso le tribù dell’Africa orientale da me visitate ho veduto assai pochi uomini coi capelli bianchi e con l’aspetto di sessantenni. Ma essi erano veramente vecchi; ossia, come se fossero sempre stati tali: tanto completa era la loro immedesimazione nell’età. Erano proprio quel che erano, sotto ogni aspetto. Noi siamo invece sempre o più o meno di ciò che siamo propriamente.

È come se la nostra coscienza si fosse un poco spostata, sdrucciolando dalla propria base, e non riuscisse più a ritrovarsi completamente col tempo naturale. E pare quasi che la coscienza, per una sua alienazione, ci tragga in inganno, facendoci apparire il tempo della vita come una pura illusione che può essere mutata a volontà (rimane da chiedersi donde tragga la coscienza propriamente la sua capacità di essere contro natura, e che cosa significhi quel suo arbitrio).

C. G. Jung, Anima e morte, da “Realtà dell’Anima” – Ed. Date, 1934

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Altri testi e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...