Colombo-1492

americani.jpgUomini e donne arawak, nudi, abbronzati e colmi di meraviglia, accorsero dai villaggi alle spiagge dell’isola e si lanciarono a nuoto per vedere meglio quella grande barca strana. Quando Colombo e i suoi marinai raggiunsero la riva, con le loro spade e la loro parlata bizzarra, gli arawak corso ad accoglierli portando cibo, acqua, doni. Colombo avrebbe poi scritto sul suo giornale di bordo:

“Ci portavano pappagalli, matasse di filo di cotone, zagaglie e tante altre cose e le scambiavano con altre che noi davamo loro, come granelli di vetro e sonagli. Insomma prendevano tutto e davano di quanto avevano con buona volontà […] sono tutti di bella figura, bellissimo corpo e gradevoli nella fisionomia […] non portano armi, né le conoscono: perché mostrai loro le spade ed essi per ignoranza, prendendole per il taglio, si ferivano. Non hanno alcuna sorta di ferro. Le loro zagaglie sono certe verghe senza ferro […]. Devono essere buoni e ingegnosi servitori […] [Le Altezze Vostre] con una cinquantina di uomini li terranno tutti sottomessi e potranno far fare loro tutto ciò che vorranno.”

Howard Zinn, Storia del popolo americano

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