Malattia e successo

fortezzaTi sbagli, in realtà solo di recente ho capito che non si ottiene niente restando alla superficie delle cose. Come tutti, l’ho scoperto a mie spese, e soltanto negli ultimi anni grazie, credo, a due cose: la malattia e il successo. Una soltanto non mi sarebbe bastata, ma l’abbinata è risultata vincente. Non sono mai stata altrove che malata. In un certo senso la malattia è un luogo, più istruttivo di un lungo viaggio in Europa, e un luogo dove non trovi mai compagnia, dove nessuno ti può seguire. La malattia prima della morte è cosa quanto mai opportuna e chi non ci passa si perde una benedizione del Signore.

Quasi altrettanto isola il successo, e niente mette in luce la vanità altrettanto bene. Ma da queste parti la superficie è sempre stata molto piatta. Vengo da una famiglia dove era rispettabile mostrare un unico sentimento: l’irritazione. È una tendenza che per alcuni sfocia nell’orticaria, per altri nella letteratura, per me in tutt’e due le cose.

Flannery O’Connor, Sola a presidiare la fortezza

 

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