La mia gente

La mia gente mette piccole luci
per le strade e dentro casa
appende festoni intermittenti.
Poi si veste elegante, stende una tovaglia
bellissima e al centro mette
candele di meraviglia,
stappa bottiglie, brinda.
E non sa perché,
non lo sa più, precisamente.

Ah la mia gente! quanto vorrebbe ancora
slabbrarsi, fiocinare una stella
e farsi uguale a lei. Uguale uguale.
E invece ciondola a volte
smemore di sua potenza. Perduta. Sola.

Allora vieni! Vieni guardiano
delle parole notturne,
ridacci tu l’intero, l’avventura,
la più viva parola.
Fa’ tutto grande immenso, stellato
fiammeggiato. Vieni bambino. Vieni
infinità.

Mariangela Gualtieri

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