Il caso di Bhagwan

ScansioneIl caso di Bhagwan Shree Rajneesh è notevole perché la persona che l’ha accudito era suo nonno. Questo esempio suggerisce che una volta che un flusso di sviluppo narcisistico è impostato, può entrare in conflitto con altre influenze che possono aprire o chiudere le possibilità di crescita. Un intenso rapporto empatico può dare grande fiducia e potere, ma la sua rimozione a causa della morte può essere la forma ultima di una “rottura improvvisa e imprevedibile del rapporto”. Che effetto può avere questo?

Negli anni ‘70 e nella maggior parte degli anni ‘80 Rajneesh era il più visibile di tutti i guru indiani, il più iconoclasta, divertente e sofisticato di tutti. Era il guru degli intellettuali, con una approfondita educazione artistica e umanistica. Dettò più di trecento libri, tutti formulati con un accessibile linguaggio quotidiano. I suoi seguaci furono tra i più istruiti membri delle tradizioni di realtà alternativa, e arrivarono, nel momento di maggior apice, a circa un quarto di milione in tutto il mondo.

Rajneesh è nato nel 1931 da una famiglia di fede Giainista. Egli ha affermato di aver raggiunto l’illuminazione quando era ancora un bambino. Più tardi, mentre studiava per il suo master nel 1953, sperimentò un’illuminazione più completa (Laxmi 1980). Tuttavia, una precedente esperienza lo aveva molto influenzato. Fu la morte di suo nonno, il suo più grande legame affettivo, lo aveva allevato come un figlio e non aveva permesso a Rajneesh di visitare i suoi veri genitori, dicendogli: “Quando morirò, solo allora potrai andare (a visitarli).” Il nonno morì, lentamente e dolorosamente, quando Rajneesh aveva sette anni. Rajneesh assistette alla morte e negli anni successivi la ricordò:

La sua morte si impresse profondamente nella mia memoria … era il [mio] unico oggetto d’amore e forse a causa della sua morte, non sono stato in grado di legarmi a nessun altro. Da allora sono rimasto solo… la solitudine è diventata la mia natura. La sua morte mi ha liberato per sempre da tutte le relazioni. La sua morte divenne per me la morte di tutti gli attaccamenti. Da allora in poi non ho potuto stabilire legami con nessuno. Ogni volta che la mia relazione con qualcuno diventava intima, quella morte mi fissava negli occhi. Per me l’amore è invariabilmente associato alla morte… Poi sono riuscito a capire che questa osservazione da vicino della morte in tenera età era diventata in realtà una benedizione per me. Se una tale morte fosse avvenuta in età avanzata, forse avrei trovato altri sostituti per mio nonno. Se mi fossi interessato degli altri avrei perso la possibilità di viaggiare verso il sé. Sono diventato una sorta di estraneo per gli altri. Generalmente è a questa età che noi entriamo in relazione con gli altri, quando veniamo ammessi nella società. Questa è l’età in cui veniamo iniziati, per così dire, dalla società che vuole assorbirci. Ma io non sono mai stato iniziato alla società. Sono entrato come un individuo e sono rimasto in disparte e separato come un’isola. (Laxmi 1980,12-13)

Len Oakes, Carisma ProfeticoTerzo capitolo

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Bhagwan Shree Rajneesh (Osho), Citazioni da "Carisma Profetico", narcisismo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...