Il gigante ha una fame immensa

Primo intermezzo: che cos’è il gigante?

Un’antica abitudine filosofica dell’Occidente consiste nell’adottare la visione illuministica della natura umana, secondo la quale gli esseri umani sono essenzialmente buoni, e solo occasionalmente inclini a comportamenti cattivi. È la visione ottimistica.

Alcuni, anche in Occidente, adottano invece un punto di vista più cupo, che sottolinea l’aggressività animale di base, l’oscuro sostrato istintivo, più antico dell’Io, l’oscuro fondamento che rinasce implacabilmente in ogni bambino. Secondo questo punto di vista, le nostre dimore umane sono costruite su un terreno animale rozzo, egoista e presociale. Questo sostrato è potente perchè non cambia. Ogni illusione che duemila anni di cristianesimo e cinquecento anni di illuminismo ne avessero ammorbidito la natura cruda e brutale si è dissolta quando sono apparse le prime fotografie dei campi di Sachsenhausen e Auschwitz. Quelle foto sono state un grosso trauma, a stento tollerabile, per gli europei. Certi americani forse non le hanno sentite altrettanto profondamente, perché il sentimento dominante alla fine della seconda guerra mondiale era l’orgoglio per la capacità e la disciplina che ci avevano permesso di vincere la guerra. Noi americani ci sentivamo parte dell’illuminismo. Ma gli europei, e in un certo senso tutto il resto del mondo, videro nella guerra la completa sconfitta dell’illuminismo.

…La civiltà europea non aveva sradicato il sostrato brutale che i campi di sterminio rappresentano. Quell’arcaica brutalità, come una bestia feroce, senza esitazione si è scrollata di dosso il piccolo uccellino della cultura.

Possiamo prendere il gigante come un simbolo del nostro sottofondo arcaico e brutale. Sul nostro piano umano, viviamo in mezzo a finestre luminose, piene di gerani rossi. adolescenti.jpgSiamo circondati da mucche e latte, gentilezza e codici di cortesia, genitori amorevoli e figli ben accuditi.

Ma, al secondo piano, più antico, saldamente ancorato in cima alla pianta di fagiolo, alla base del cranio, ci sono pietre che non sono mai state sgrossate, monticelli di terra sciolta e, soprattutto, appetiti di scala non umana. C’è chi ha una fame immensa, e ci sono ire gigantesche e gabbie dove si tengono le persone per mangiarle in seguito. I bambini sono un cibo particolannente gradito da quelle parti. E se un essere umano viene a trovarsi su quel piano istintivo, dev’essere molto svelto a nascondersi.

È quello che ha fatto Anna Frank; ed è quello che facciamo tutti noi. Malgrado i controlli che i Padri della Chiesa laboriosamente misero a punto nei loro vari concili per rendere più stringenti i codici, malgrado le varie idee sull’ordine delle cose che possiamo farci sedendo in solitudine, quando arriviamo in cima alla pianta di fagiolo è bene sapere subito dove si trova la scatola di biscotti del gigante ed essere svelti nell’entrarci. Una volta dentro la scatola, possiamo anche cantare un po’.

Robert Bly, La società degli eterni adolescenti. Quando gli adulti rimangono bambini e i bambini si rifiutano di diventare adulti

 

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