Quel qualcosa

Che sia l’esercizio mentale a cui è stato sottoposto a Pothala, lo studio inumano che aprì il suo cervello a ogni possibile scelta? Forse. Ma io credo che il vero motivo sia un altro: quel qualcosa intervista.jpgche a ogni momento storico si forma nell’aria e come il seme di una pianta vola, portato dal vento. Non si sa mai dove può cadere un seme portato dal vento: può cadere perfino dentro la reggia di una civiltà chiusa, nella testa di un bambino-dio reincarnato.

Ascoltiamo dunque questo hippy vestito da monaco sullo sfondo dell’Himalaya: che uno sia o non sia d’accordo con lui, egli resta un gran personaggio.È una mattina d’autunno, il suo giardino è fiorito di rose, e nel tempietto una tromba lunghissima chiama a raccolta i fedeli con un cupo ululare. Lui invece ha una bella voce squillante e una risata cordiale. Ride quasi su ciascuna risposta come se gli sembrasse inutile averla data: quale altra poteva dare? Ovvio che Mao Tse-tung vorrebbe vivere in un grattacielo, ovvio che mi darà un colpo di telefono se viene a New York. Salutandomi, fermerà un mio tentativo di inchino e mi tirerà una gran botta sulla spalla: a mo’ di saluto. Ma dove l’avrà visto? Chi glielo avrà insegnato?

Dharamshala, settembre 1968

Oriana Fallaci,  (intervista al Dalai Lama) Intervista con il potere 

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