Il Che

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Ernesto Guevara de la Serna, detto il Che, possedeva cultura, carisma, valori alti per cui era pronto a sacrificare la vita. Voleva diffonderli nel mondo: e, in superficie, constatando quanto anche il secolo XXI continui a ricordarlo, sembrerebbe esserci riuscito. Fu coerente: ma soprattutto nel sognare il suo sogno massimalista. Non fu coerente nell’azione, volta a rivoluzionare prima l’Africa, poi l’intera America Latina trasformandole in qualcosa di migliore. Gli mancavano i mezzi e gli alleati: già quando la pianificava, ma ancora più nel momento in cui mise in pratica il progetto. Non gli mancava, invece, un senso di onnipotenza: così, anche di fronte ai fatti, non corresse la propria azione. Da qualunque punto di vista lo si guardi, si dovrebbe concludere che questo “altruista assoluto” fu in sostanza egocentrico: le immagini che aveva nell’animo, la vita dei miti che si portava dentro, per lui contarono più della vita delle persone reali.

Luigi Zoja, Utopie minimaliste

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