La cancellazione dell’Antichità

L’invenzione di Gesù, la costruzione violenta e autoritaria del cristianesimo che diventa relonfray1.jpgigione di tutto l’Impero con il colpo di Stato di Costantino, il deliberato vandalismo della soldatesca ai suoi ordini, la distruzione degli uomini, l’incendio delle biblioteche, la persecuzione dei filosofi, la chiusura delle loro scuole, l’iscrizione nel corpus giuridico – Codici di Teodosio e di Giustiniano – dell’esclusione dei pagani dal diritto di cittadinanza, l’estendersi della nevrosi di san Paolo alla cultura dell’intero pianeta, il trionfo del paolinismo – odio delle donne, delle passioni, della scienza, dell’intelligenza, della filosofia -, gli antichi perseguitati che diventano, e per un lungo tempo, persecutori, tutto questo produce nella Storia un salasso che priva i secoli successivi, dunque il nostro, di una mole notevole di informazioni su questo lungo periodo.

Il mondo antico sprofonda, muore, scompare, e con esso la filosofia pagana, una gran parte della quale non attraverserà i secoli per ragioni che non dipendono tutte dalla deliberata volontà degli uomini di rinunciare al patrimonio degli Antichi greci e romani. E se gli uomini bruciano biblioteche,incendiano, saccheggiano, assassinano i loro simili, tra cui letterati, anche il tempo cancella le tracce di quella civiltà divenuta campo di rovine.

Michel Onfray, Il cristianesimo edonista, Controstoria della filosofia II

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