Chi o Che cosa?

La posizione tradizionale (fra chi appartiene a culture che enfatizzano l’individualismo) è  cercare risposte-patologia o eroismo-dentro di loro. La psichiatria odierna ha un orientamento disposizionale. E così pure la psicologia clinica e la psicologia della personalità e della valutazione. La maggior parte delle nostre istituzioni è fondata su questo tipo di concezione, compresi il diritto, la medicina e la religione. Si basa sull’assunto che la colpevolezza, la malattia e il peccato vadano trovati nel colpevole, nel malato e nel peccatore. Per cercare di comprendere partono dalla domanda “chi”: Chi è responsabile? Chi ne è la causa? Di chi è colpa? Di chi è merito?.

Gli psicologi socluciferoiali (come me) tendono ad evitare questo ricorso affrettato al giudizio disposizionale quando tentano di comprendere le cause di comportamenti insoliti. Preferiscono incominciare a cercare un significato domandandosi “quale, che cosa”: Quali condizioni potrebbero contribuire a certe reazioni? Quali circostanze potrebbero essere coinvolte nel produrre un certo comportamento? Qual era la situazione dal punto di vista degli attori? Gli psicologi sociali si chiedono: in che misura le azioni di un individuo si possono far risalire a fattori esterni all’attore, a variabili situazionali e a processi ambientali propri di un dato contesto?“.

L’approccio disposizionale sta a quello situazionale come un modello clinico di salute sta a un modello di salute pubblica. Il modello clinico cerca di reperire l’origine del disturbo, della malattia o dell’invalidità nella persona affetta. Gli studiosi della salute pubblica, invece, partono dall’assunto che i vettori della malattia vengano dall’ambiente, che crea le condizioni favorevoli alla sua diffusione.

… Ma è raro che in una cultura individualistica una persona non sia affetta dalla tendenza disposizionale, che per prima cosa considera sempre i motivi, i tratti, i geni e le patologie individuali. La maggior parte di noi tende a sopravvalutare l’importanza delle qualità disposizionali e a sottovalutare quella delle qualità situazionali nel cercare di comprendere le cause del comportamento altrui.

Nei prossimi capluciferoitoli presenterò un’importante insieme di evidenze che controbilancia la concezione disposizionale del mondo e allargherò la prospettiva per considerare come il carattere delle persone possa essere trasformato dal fatto di ritrovarsi in situazioni che scatenano potenti forze. Le persone e le situazioni sono di solito in uno stato di interazione dinamica. Anche se forse ritenete di possedere una personalità stabile nel tempo e nello spazio, probabilmente non è così. Non siete la medesima persona quando lavorate da soli e quando lavorate in gruppo, in un contesto romantico o in un contesto scolastico. Quando siete con degli amici intimi o in mezzo a una folla anonima, o ancora quando viaggiate all’estero e quando siete nel vostro paese.

Philip Zimbardo,
L’effetto Lucifero. Cattivi si diventa?

(Il grassetto è nostro, ci sembra utile per evidenziare alcuni concetti)

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