La malattia del narcisismo

Se qualcuno dovesse chiedermi qual è la peggiore malattia non credo che avrei dubbi. La peggiore malattia è il narcisismo.

Per tante ragioni: perchè ci rende insensibili al dolore degli altri e ci fa sentire solo il nostro. Perché ci fa essere troppo occupati con cose che non sono davvero necessarie, Ma, soprattutto, perchè ci avvolge in una dolorosa inconsapevolezza. L’inconsapevolezza che nasce dal non riuscire a vedere davvero oltre se stessi, e dal non riuscire a vedere dentro se stessi.

Il guaio di tutto questo è che il nostro narcisismo ci fa credere esattamente l’opposto. Ci fa credere di passare il tempo ad occuparsi degli altri, di essere tremendamente consapevoli e soprattutto di vedere molto bene dentro e fuori di noi. E nessuno può contraddirci.

Questo avviene perchè i confini del nostro io si espandono, si allargano fino ad includere le persone che fanno parte della nostra sfera intima e, qualche volta si estendono anche oltre, ad includere i nostri conoscenti e oltre ancora ad includere tutta l’umanità. E questo ci sembra espressione della nostra grande empatia. Non ci rendiamo conto che stiamo inglobando le persone nell’immagine che abbiamo di loro e che, in questo modo, non comprenderemo loro ma gli attribuiremo emozioni e intenzioni che nascono da noi.

Il narcisismo non sempre è una malattia. Attraversiamo inevitabilmente fasi di narcisismo. Diventa una malattia quando – una volta adulti – continuiamo ad attraversare la vita come se tutto ci fosse dovuto. Diventa una malattia quando siamo fuori tempo massimo e pretendiamo che non sia così. Diventa una malattia quando sbagliano solo gli altri e noi abbiamo sempre ragione.

Fare l’opposto può sembrare doloroso o addirittura egoistico. Diventare consapevoli del proprio sé, riconoscere la distanza tra noi e gli altri, lasciare che sia il tempo e la conoscenza reciproca a definire i confini dell’intimità, con gradualità, farsi sorprendere dalla scoperta di come siamo e di come sono davvero gli altri può essere un processo faticoso. Perché, invece di essere noi a sapere come sono gli altri, ci mettiamo nella condizione che gli altri ci rivelino come siamo noi.

Quando lasciamo il nostro narcisismo, infatti, è ciò che avviene nella relazione reale con l’altro che diventa la lente di ingrandimento della nostra personalità. Cosa succede quando vengo ferito? Quando sono deluso, quando sono sorpreso? In che modo rispondo alle sfide che la relazione mi pone? Cosa mi fa avere fame di essere visto e cosa mi fa desiderare scomparire? Tutte domande stimolate dalla relazione. La cui risposta nasce dalla consapevolezza del nostro comportamento reale. Non quello ideale, non quello che riteniamo giusto ma proprio quello reale, quello che facciamo davvero.

Siamo continuamente sollecitati ad essere ciò che siamo Henry David Thoreau

Pratica di mindfulness: Panorami interiori (registrazione live)

© Nicoletta Cinotti 2016 Tornare a casa

Foto di ©Marie.L.Manzor

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