Il vincolo dei vincoli

 

 

Un giorno Jean-Paul Sartre si trovò in ospedale con una gamba rotta per essere caduto durante un’escursione in montagna. Gli fece visita l’amico Merleau-Ponty che non potè evitare la più banale delle domande quelle che nascono dal senno di poi: «Ma non potevi farti accompagnare da una guida».

La risposta di Sartre fu una di quelle che eliminano ogni dubbio: «Ma tu te lo vedi Sartre che va in montagna con una guida?». No, per quel che conosco Sartre non me lo vedo anch’io. La natura del personaggio, e il suo carattere, in una parola la sua “identità” limita le sue possibilità, non gli consente di farsi accompagnare da una guida, non gli concede di fatto una possibilità che solo “in astratto» rientra nelle possibilità previste dall’orizzonte della libertà. L’identità, quindi, è vincolo dei vincoli che restringe a tal punto lo spazio della libertà da renderla il più delle volte un’ipotesi puramente teorica.

U. Galimberti

Da “La Repubblica” (cit. in www.Bodythinking.com)

 

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