Il mistero della leadership

stiliPotProbabilmente il mistero della leadership ha ben poco a che fare con l’eroismo, con l’ambizione, con l’influenza. E forse neppure con l’autorità che deriva da un vasto riconoscimento, da parte degli altri, della nostra competenza e del nostro giudizio. Si può avere autorità e non essere un leader, e l’espressione hidden leader, leader occulto, esprime proprio questa distinzione. Il leader occulto, di un’organizzazione o di un incontro, non stabilisce l’ordine del giorno, non forza le decisioni, né mette in atto il programma. Il leader occulto non comanda, anche se la sua autorità orienta la discussione, dal principio alla fine, in una direzione ben precisa.

L’unica qualità estremamente preziosa del leader occulto è, ancora una volta, un tratto animale: resta nascosto, come una murena, osservando e aspettando il momento giusto, il kairos, il nome che i Greci davano al momento opportuno. Secondo Macchiavelli esiste un solo momento propizio, l’occasione, in cui il leader può manovrare le complesse cause del Fato e della Fortuna.

Il leader occulto non solo nasconde la mano, ma anticipa anche quello che è nell’aria, ha un fiuto speciale per ciò che non si vede, che è nascosto, che il presidente e i membri del comitato di presidenza, presi dai loro ordini del giorno e dai loro incarichi, non possono percepire. Il grosso maschio dell’antilope mette in moto il branco una frazione di secondo prima che gli altri si accorgano del pericolo: è sintonizzato con ciò che è nascosto.

Anche se io, per descrivere la natura della leadership, mi affido alle metafore di animali, non dobbiamo dimenticare che i leader sono l’incarnazione di idee. Né la benedizione o la maledizione del carisma, né la sicurezza istintiva della decisione, garantiscono a un leader tutte le altre cose necessarie per un risultato efficace. Quello che in definitiva conferisce il potere della leadership è la capacità di incarnare idee visionarie, di non avere paura degli ideali. È proprio qui che l’idea di leadership trascende il suo fondamento animale nell’azione riflessa, e afferma un secondo fondamento spirituale nel bisogno che ha la psiche di idealizzare, di immaginare il lontano e il meraviglioso, di lasciarsi catturare dalla visione. L’idealismo è un potere immenso, capace di mobilitare interi popoli, interi continenti, e quando è presente in una figura umana vivente, come Simòn Bolìvar o Lenin, la leadership diventa strumento della storia.

James Hillman, Gli stili del potere

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