Il rito carismatico

In sintesi, i gruppi carismatici, come tutte le società, escogitano riti che consentono ai loro membri di sperimentare le loro parti profonde e riaffermare i loro valori centrali. Questi riti sono presieduti dal leader. Vanno dalla superficie al profondo e di solito sono più intensi rispetto ad altri che si svolgono altrove. Se lo scopo dichiarato del rituale è adorare Dio o festeggiare un evento, la sua funzione è quella di disinibire i seguaci e di legarli al gruppo (Weber 1968b, 273). I riti più potenti possono essere quelli segreti e orgiastici, possono mobilitare energie sessuali e trasportare i partecipanti in un regno amorale che viola i consueti codici etici e non solo scaccia la paura della morte fisica, ma anche la paura della morte di significato, la morte spirituale. Tale dissoluzione totale della personalità produce un eterno “momento” in cui una sola cosa è indispensabile: sciogliere il proprio essere nell’Essere di Dio con la mediazione del profeta – il maestro delle tecniche di estasi (Eliade 1964).

Qual è l’importanza del momento carismatico per le grandi opere dei seguaci? Le pratiche possono servire a molti scopi che hanno a che fare con la coesione sociale, la formazione dell’identità, l’iniziazione, il mantenimento del legame e così via, ma possono anche svolgere funzioni psicologiche fondamentali per i membri. Sembra che tali rituali siano necessari per i seguaci come prova della validità della loro visione e della legittimità del loro leader. Se si sta facendo una ricerca, come si fa a sapere quando si è arrivati ​​se non attraverso un segno come un momento di trascendenza? I riti, che possono essere abbastanza blandi per la gran parte del tempo, sono tuttavia tanto sconvolgenti per l’ego da essere sufficienti a convincere i seguaci che qualche grande potere o spirito si muove realmente tra di loro. I rituali carismatici forniscono anche un parametro con cui i seguaci possono valutare il loro essere, verificare il loro progresso verso gli obiettivi, misurare il loro cammino spirituale e saggiare i risultati dei loro sforzi. Per i seguaci queste sono opportunità per liberarsi dei risentimenti del passato e per conoscersi maggiormente l’un l’altro; di sperimentare se stessi e gli altri; di “aggiornare me stessa su me stessa”, come ha descritto una donna e di “conoscere qualcosa di nuovo su Dio”. A volte i rituali rivelano ostacoli sul proprio cammino, blocchi che erano sconosciuti prima e che sono le opportunità di nuova crescita.

Len Oakes, Carisma profetico, Ottavo capitolo – Il momento carismatico

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