*Mindfucking

mind1“Il termine Mindfucking, tradotto letteralmente ‘fottere la mente’, indica in slang americano qualcosa a metà strada tra “inganno” e “scherzo crudele”. Qui lo useremo in senso più ampio per indicare una vasta gamma di manifestazioni come l’interrogatorio di Polizia, l’indottrinamento politico o cultuale, il lavaggio del cervello o il condizionamento mentale mirato a fini pubblicitari.

Il termine ha un’accezione specificamente volgare rispetto ai sinonimi adottati in ambiente scientifico, come Coercive Persuasion (Persuasione Coercitiva), Thought Control/Reform Programs (Programmi di Controllo o Riforma del Pensiero), Menticide (Assassinio della Mente) o il più comune e meno scientifico Brainwashing (Lavaggio del cervello). Gli studiosi di Sociologia e Psicologia Sociale ne hanno trattato le dinamiche sotto il nome di “risocializzazione” o “influenza sociale”. La parola Mindfucking è peraltro più specifica e precisa rispetto a termini generici come “persuasione” o “condizionamento”. Essa sottolinea l’aspetto intrusivo e violento, in qualche modo sessuale, di queste metodologie.

…Una serie di azioni, procedure e tecniche restrittive e manipolative, che lato sensu potremmo definire Mindfucking, hanno trovato espressioni assai eterogenee nel corso della storia umana: si tratta di un’attività alla quale governi, apparati clericali, forze di Polizia, strutture commerciali e singoli individui hanno ampiamente dedicato tempo ed energie. I nostri tempi non fanno eccezioni: basti pensare agli studi pubblicitari che, sotto spoglie socialmente accettate, variano il proprio spettro dalle suggestioni sessuali all’uso di immagini subliminali finalizzate all’insorgere dei cosiddetti “bisogni indotti”. Lo stesso fenomeno si ripete in ambigui seminari, a metà strada tra addestramento professionale e indottrinamento cultuale, oppure in ancor più scivolosi corsi di “crescita spirituale”, “riscoperta emotiva” e altre simili etichette di stampo newagista. Per non parlare dei trattamenti per ottenere forti modificazioni della personalità, come quelli per smettere di fumare, o delle metodologie adottate da comunità di recupero per alcolisti o tossicodipendenti. Si ritrova poi nei percorsi di reclutamento di adepti per sette e religioni minoritarie (e maggioritarie), così come nelle forme di addestramento militare o paramilitare e di stampo terroristico. Ancora, ritroviamo questi elementi negli ambiti di contestazione sociale e culturale e nelle associazioni di tifoseria sportiva, nei modelli di interrogatorio normalmente usati dalle forze di Polizia, talvolta anche in ambito lavorativo e aziendale. A volte queste tecniche vengono utilizzate da rapitori, serial killer e stupratori seriali nel definire le relazioni con le loro vittime. Infine, elementi di Mindfucking vengono spesso messi in campo sia nelle relazioni interpersonali quotidiane sia, più specificamente, nelle relazioni di tipo familiare, affettivo e sessuale.

Come già appare chiaro dai differenti soggetti che ne fanno uso, le tecniche di Mindfucking vengono adoperate per fini e con metodologie espressive assai differenti tra loro: si va dal puro e semplice desiderio di potere e manipolazione altrui all’acquisizione forzata di informazioni, al successo commerciale, all’indottrinamento religioso o pseudoreligioso, all’addestramento di soldati e terroristi.”

Da Mindfucking – Come fottere la mente, di Stefano Re

 

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