Vecchio?

In agosto avrò 73 anni,
quasi ora di fare le valigie
per un salto nel vuoto
ma due cose
mi trattengono:
non ho ancora scritto
abbastanza poesie
e poi il vecchio
che abita nella casa
di fianco alla mia.
vivo e vegeto,
a 96 anni.
picchia sulla finestra
col bastone
e manda baci
a mia moglie.
capisce tutto,
schiena dritta,
passo svelto,
guarda troppa tivù
ma noi
allora?
ogni tanto vado a trovarlo,
ciacola
ma non dice cazzate,
tende a ripetersi
un poco
ma vale quasi la pena
di riascoltarlo.
ero da lui
un giorno e ha detto:
“sai, presto
tirerò le cuoia…”
“mah,”ho detto io, “non ne sono
così sicuro…”
“io sì,” ha detto,
“perciò, che ne diresti
di fare un cambio con casa mia?”
“certo la tua è carina.”
“ma non so se puoi darmi
quello che voglio in cambio…”
“dipende, mettimi alla prova.”
“bè,” ha detto, “vorrei un nuovo
paio di testicoli.”
Quando morirà il vicino
sarà difficile riempire
il gran vuoto che lascia.
mi sono
spiegato?

Charles Bukowski

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Libero arbitrio

Io credo che il libero arbitrio dell’essere umano sia solo e soltanto la presa di coscienza.

Matteo Penzo, da Marcello Pamio su Facebook -Allergie, intolleranze, celiachia: il senso biologico...

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Piccolo decalogo

Buongiorno.

Piccolo decalogo per il buon uso della giornata.

Guardare.

Leggere.

Scrivere.

Baciare.

Ammirare.

Ringraziare.

Camminare.

Ascoltare.

Tacere.

Riposare.

Franco Arminio

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La mente che non sa

L’idea della “mente che non sa” nasce da una storia su due monaci buddhisti nell’antica Cina: Fayan, un giovane che cercava la via, e Dizang, il suo maestro.

Dizang vide Fayan vestito da viaggio, in procinto di partire.

Gli domandò: Dove stai andando?
Fayan rispose: In pellegrinaggio.
Dizang chiese: Qual è lo scopo del tuo viaggio?
Fayan rispose: Non lo so.
Dizang concluse: Non sapere è più intimo.

Da Frank Ostaseski, Cinque inviti

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Miracoli

Certo, si disse Haber. Una persona che abbia visto un miracolo finirà col rifiutare di credere ai propri occhi, se coloro che le erano accanto non hanno visto nulla.

Ursula Le Guin, La falce dei cieli

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Arrivare al perdono

Secondo la mia esperienza, la gente arriva al perdono quando pensa: “Non voglio che questo interferisca con la mia capacità di amare, non voglio che questo sia un peso da lasciare dietro di me o ai miei figli.”

Perdoniamo perché non ha senso aspettare di sgravarci e perdere tempo imprigionati nei nostri risentimenti. Perdoniamo perché non vogliamo giungere alla fine dell’esistenza pieni di recriminazioni e rimpianti. Perdoniamo non perché sia “male” non farlo, ma perché tenerci dentro il dolore ci fa soffrire molto e ci impedisce di amare pienamente.

Frank Ostaseski, Cinque inviti

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Dov’è casa

Dobbiamo tornare a casa,
al tempio dei nostri sensi.
Il nostro corpo sa che appartiene…
È la mente che ci rende dei senzatetto.

John O’Donohue

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Per chi perdona

Il perdono non solleva gli altri dalle loro responsabilità, né deve necessariamente cambiare il loro comportamento. È uno strumento per rimuovere i blocchi del nostro cuore e per liberarci dalle grinfie del dolore passato. Il perdono è per chi perdona.

Rank Ostaseski, Cinque inviti

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Charles Manson

Charles Manson
Era nato il 12 novembre 1934 a Cincinnati, in Ohio, figlio di un uomo che se n’era andato subito dopo aver saputo che sarebbe diventato padre e di una ragazza di 16 anni. La madre, Kathleen Maddox, ebbe una vita difficile, tra relazioni occasionali, lavori saltuari, furti e altri crimini; Manson raccontò in seguito che, tra le altre cose, la madre si prostituiva. Il giovane Charles Manson ebbe una vita complicata fin da subito: si faceva notare per una predisposizione all’inganno e alla manipolazione, e per degli intensi scatti d’ira. Da adolescente iniziò a compiere i primi furti e a 13 anni fu arrestato per la prima volta. Entrò e uscì più volte dal carcere e nel 1967, quando a poco più di trent’anni fu rilasciato per l’ultima volta, aveva passato più tempo in carcere (o in riformatorio) che in libertà.

Negli anni di carcere, Manson – piccolo e debole – subì violenze e stupri, e poi iniziò a compierne lui stesso. In quegli anni ebbe anche modo di imparare tecniche di vendita, manipolazione e persuasione, studiò le religioni e entrò in contatto con adepti di Scientology, la setta fondata dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard, accusata di praticare il “lavaggio del cervello”. Uscito dal carcere nella primavera del 1967, iniziò ad adescare ragazze in difficoltà, farci sesso e poi convincerle a unirsi al suo gruppo, che col tempo divenne una vera e propria setta.

…Diversi resoconti di quegli anni raccontano che Manson arrivò ad avere un potere quasi assoluto su chi lo seguiva: secondo la maggior parte delle stime, qualche decina di adepti, con persone che andavano e venivano, girando attorno a un nucleo più stabile…

Ilpost.it 18 settembre 2019

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Proporzioni

Non c’è bellezza perfetta senza una certa qual singolarità nelle proporzioni.

Edgar Allan Poe, citato in Gauguin e la scuola di Pont-Aven
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