Sei stato tu!

La maggior parte di noi vuole un tiranno (anche se benevolo) al quale passare la palla, per poter dire: «Sei stato tu a farmelo fare. Non è colpa mia». Ma non possiamo passare la vita andando in giro sotto l’ombrello di qualcun altro e poi lamentarci perché ci siamo bagnati. Una buona definizione dell’essere vittime è quando ci si concentra su qualcosa al di fuori di noi, quando si cerca qualcuno da incolpare delle nostre attuali circostanze, o per stabilire il nostro scopo, il nostro destino o il nostro valore.

Edith Eva Egler, La scelta di Edith

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Diventare vittime

La mia personale ricerca della libertà e i miei anni di esperienza come psicologa clinica autorizzata mi hanno insegnato che la sofferenza è universale. Sentirsi vittime, invece, è facoltativo. C’è una differenza tra essere vittime e sentirsi vittime. È probabile che ci troveremo tutti nella condizione di vittime, in un modo o nell’altro, nel corso della nostra vita. Prima o poi subiamo qualche forma di afflizione o calamità o abuso, causata dalle circostanze o dagli altri o dalle istituzioni, per qualcosa su cui abbiamo un controllo limitato o inesistente. Questa è la vita. E questo è essere vittime. È qualcosa che proviene dall’esterno. È il vicino di casa prepotente, il capo che si arrabbia, il marito violento, l’amante che tradisce, la legge discriminatoria, l’incidente che vi manda in ospedale.

Per contro, sentirsi vittime è una condizione che viene da dentro. Soltanto voi potete fare di voi stessi una vittima. Diventiamo vittime non per qualcosa che ci succede, ma quando scegliamo di aggrapparci al nostro vittimismo. Sviluppiamo una mentalità da vittima, un modo di pensare e di essere rigido, colpevolizzante, pessimista, bloccato nel passato, inflessibile, punitivo e senza sani limiti o confini. Diventiamo i carcerieri di noi stessi quando scegliamo di rimanere entro i confini della mentalità da vittima.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

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Affrontare le ferite

Lungi dal lenire il dolore, tutto ciò a cui neghiamo l’opportunità di essere accettato diventa impenetrabile come muri di mattoni e sbarre d’acciaio. Quando impediamo a noi stessi di affrontare ed elaborare le nostre perdite, ferite e delusioni, siamo condannati a continuare a riviverle. La libertà risiede nell’imparare ad affrontare quello che è accaduto. Libertà significa raccogliere il coraggio di smantellare la prigione, un mattone dopo l’altro.

Qualcosa di brutto, temo, capita a tutti. Non possiamo farci niente. Date un’occhiata al vostro certificato di nascita: dice che la vita è facile? No. Molti di noi, però, rimangono chiusi in un dolore o in un trauma, incapaci di sperimentare la vita pienamente. Questo possiamo cambiarlo.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

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Un filo di perfidia

Ogni volta che qualcuno ricorda a un altro come prima o poi dovrà affrontare una certa cosa, ogni volta che si viene sospinti in tono esperto verso un dolore, un’oscenità o una qualsiasi scoperta indesiderata in agguato sul nostro percorso, c’è sempre un filo di perfidia, un margine di giubilo freddo, e malcelato, in chi parla. Sì, anche in un genitore; soprattutto, in un genitore.

Alice Munro, La vita delle ragazze e delle donne

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La chiarezza della mente

La selezione naturale non ha concepito la vostra mente per vedere il mondo con chiarezza; l’ha concepita per avere percezioni e convinzioni che contribuiscano a preservare i geni.

Robert Wright, Perché il buddhismo fa bene

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Il potere delle informazioni

“I comportamenti degli esseri umani sono attivati dai loro sogni e dai loro bisogni. Desideri e necessità. I principali inneschi sono il Denaro e il Sesso.Ti basta andare su un motore di ricerca qualunque per avere una prova empirica. Ma lo sappiamo da sempre. Lo dice la saggezza popolare. Quando c’è qualcosa che non è chiaro: Follow the money. Quando non ti spieghi il perchè di un atteggiamento imprevisto: Cherchez la femme. Soldi e sesso, però, sono governati dal segreto. Sandro ti avrà parlato delle tre Esse: Sesso, Soldi, Segreti. Sono i segreti la corrente elettrica che tiene accesa la luce, il carburante che alimenta il consenso. È la gestione delle informazioni riservate il più grande potere di cui tu possa disporre. Allora: prova a pensare a una macchina che succhia dalla Rete le informazioni personali, private di ciascuno di noi e poi le organizza, le studia, le seleziona e ci restituisce – conoscendo i nostri sogni e bisogni – altre informazioni apparentemente riservate, destinate proprio a noi, che possano modificare i nostri giudizi, i nostri comportamenti. Ecco.
Ora pensa che dietro a ogni macchina ci sono delle persone. E immagina che lo scopo di quelle persone sia ottenere il consenso politico. …”

Concita De Gregorio, Nella Notte

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La scelta

Yongey Mingyur Rimpoche, insegnante di meditazione secondo la tradizione buddhista tibetana, ha detto: “In ultima analisi, la felicità sta nello scegliere tra il fastidio del prendere atto delle vostre sofferenza mentali e il fastidio dell’essere dominati da esse”. Intendeva dire che se volete liberarvi delle parti della mente che vi impediscono di raggiungere la felicità autentica, dovete iniziare a prenderne coscienza, il che può essere sgradevole.

Robert Wright, Perchè il buddhismo fa bene

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Amare la propria ferita

Intendo dire che per scoprire la strada che l’avrebbe condotto fuori dalla condizione di vittima doveva venire a patti con la sua impotenza e con il suo potere, con i modi in cui era stato ferito e con i modi in cui lui aveva colpito altri, con il suo orgoglio e con la sua vergogna. L’unico antidoto alla frantumazione è il sé intero. Forse guarire non è cancellare la ferita, o addirittura causare la ferita. Guarire è amare la propria ferita.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

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Diventare vittime

Diventiamo vittime non per qualcosa che ci succede, ma quando scegliamo di aggrapparci al nostro vittimismo. Sviluppiamo una mentalità da vittima, un modo di pensare e di essere rigido, colpevolizzante, pessimista, bloccato nel passato, inflessibile, punitivo e senza sani limiti o confini. Diventiamo i carcerieri di noi stessi quando scegliamo di rimanere entro i confini della mentalità da vittima.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

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Proverbio turco

Il destino accarezza pochi e molesta tutti gli altri.

Diana Darke, La mia casa a Damasco

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