La potenza del pensiero

La potenza del pensiero

muta il destino.

L’uomo semina un pensiero

e raccoglie un’azione;

semina un’azione

e raccoglie un’abitudine;

semina un’abitudine

e raccoglie un carattere;

semina un carattere

e raccoglie un destino.

L’uomo costruisce il suo avvenire

con il proprio pensare ed agire.

Egli può cambiarlo

perché ne è il vero padrone”.

– Swami Sivananda

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Buono e cattivo

Ma la mafia si distingue dal brigantaggio, che esprime una protesta individuale: prende la forma di società segreta, con un suo codice e un suo linguaggio, in cui la violenza diviene controllo del potere. La società dei fratelli (figli della stessa madre, Mammasantissima) si contrappone a quella dei padri (i viceré, i baroni, i signori borbonici). L’amore e la solidarietà all’interno del gruppo, tra i membri della “fratellanza”, si contrappone all’omertà e alla violenza verso il mondo esterno.

È evidente la scissione tra “buono”, dentro il gruppo, e “cattivo” fuori. All’interno della “famiglia” mafiosa (nel mondo della madre) tutti sono buoni, mentre all’esterno, nel mondo del padre e della realtà, tutti sono cattivi. “Chi non è con me è contro di me” è una concezione persecutoria, tipica della simbiosi con la madre. L’aggressività proiettata all’esterno diventa una minaccia, da cui bisogna difendersi con la violenza per non essere distrutti. Gli altri, gli “esterni”, sono nemici da distruggere.

Silvia Di Lorenzo, La Grande Madre Mafia

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Difendersi

La trasformazione di un male interno in minaccia esterna è un meccanismo tipico della psiche umana, che serve ad agevolare la difesa: è più facile difendersi da un nemico fuori di noi, che da un nemico che abita dentro di noi.

La fantasia di un’origine esogena del male ha lo scopo di “bonificare” prima la relazione madre-bambino, poi la famiglia di appartenenza, e infine il gruppo, il clan, la patria.

Silvia Di Lorenzo, La Grande Madre Mafia, pag.102

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Essere presenti

Stare nel corpo significa essere del tutto presenti; il corpo non può mai stare fuori dal presente.

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Cercami

Nei giorni di solitudine cercami
tra le cose che si possono dare per amore.
Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi, tremolanti,
quando li inghiotte il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.
Quando t’immergi nell’acqua,
cercami nell’onda
e m’insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia attaccata allo scoglio
e non lo lascia più sono io.
Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.
In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono, cercami.
Dovunque sono io, è il mio amore.

Mila Kačič

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I vivi e i morti

Quando ci lascia qualcuno che era profondamente radicato nella nostra vita, da quel momento in poi tutto si divide in due: i vivi e i morti. Non soltanto nel senso della perdita, ma nel senso che, da questo momento, la morte inizia ad appartenere in un modo tutto particolare all’esistenza. E non solo come una sua visibile colorazione più cupa, ma anche come se si sapesse ora di più, come se si vivesse ora di più ciò che davvero vale la pena di essere vissuto, è come se si stesse anche un po’ laggiù, dov’è andata la persona morta; in qualche modo saltano le barriere (perché apparteniamo a così tante cose che non possiamo sempre registrarle tutto in modo cosciente, e quindi col pensiero eliminiamo tanto di ciò che si agita in noi)…

…Io mi dico sempre che chi diventa molto vecchio e dunque sopravvive a tante persone, non ha quasi più bisogno di morire.

Lou Andreas Salomé, Legami e libertà

Lettere di Lou Andreas Salomé e Anna Freud

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Come un pino di montagna

…” Il nostro atteggiamento deve essere simile a quello del pino di montagna, di cui abbiamo già detto: esso non si irrita quando il suo sviluppo è ostacolato da una pietra, né pianifica i modi in cui potrà aver ragione degli ostacoli; cerca solo di avvertire se debba crescere in una direzione piuttosto che in un’altra, nel senso della pendenza, o nel senso contrario. Come l’albero, dobbiamo cedere a questo quasi impercettibile, ma poderoso impulso – un impulso che deriva dalla tendenza all’unica, creativa autorealizzazione…”

Marie-Louise von Franz, in Carl Gustav Jung, L’Uomo e i suoi Simboli, 1964

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La tentazione dell’amarezza

Martin Luther King ci ha esortato “Non soccombere alla tentazione dell’amarezza. Quando chiedi giustizia, muoviti con dignità e disciplina, usando solo gli strumenti dell’amore“. Nei momenti peggiori un atteggiamento che sembra impossibile. Anche se in seguito gli insegnamenti di non violenza vennero rifiutati dai seguaci di Martin Luther King, qualcosa in noi sa che l’odio non si estingue con l’odio e che chiudere il cuore non è la strada.

Jack Kornfield

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I buchi della sconfitta

Alcune antiche tradizioni affermano che nessun uomo può essere considerato adulto fino a quando non si apre al mondo dell’anima e dello spirito, e questa apertura viene provocata da una ferita inflitta nel posto giusto, al momento giusto e in presenza delle persone giuste…

…Gli individui troppo sani, determinati a fare ogni giorno un po’ di jogging, possono usare la propria salute per impedire all’anima di di entrare: essi non lasciano infatti aperta alcuna porta. Attraverso la perfezione della vittoria conseguono cioè un buono stato di salute, ma l’anima penetra attraverso i buchi della sconfitta.

Robert Bly, Per diventare uomini

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Essere luce

Essere luce,
non riceverla
né contemplarla
e nemmeno diventarla,
essere
luce
perdere nomi
sfilare fatti
tremare nei contorni
sfuocarsi.
Ci provo a non assomigliare
a me, a sventolare.

Candiani, Chandra Livia. Fatti vivo: 2006-2016 (Collezione di poesia Vol. 445) (Italian Edition) . EINAUDI. Edizione del Kindle.

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