Il ritmo dei profeti

Da Gesù a Jonestown, la cosa più coerente nei profeti è stata il loro fallimento. I profeti dell’Antico Testamento sono stati per lo più ignorati, ma potrebbe essere stata la loro fortuna se si considera che crocifissione, linciaggio, tortura e prigione hanno rappresentato il destino degli altri. I profeti sono pericolosi e sono stati trattati di conseguenza. Ma come “la quercia è abbattuta dalla ghianda”, così la causa del successo del profeta – il suo mondo narcisisticamente chiuso – contiene i semi del suo stesso fallimento.

La precarietà del ruolo divino, accompagnato all’incapacità di consultarsi o di delegare, alla paura dei rivali, alla mancanza di empatia reale e alle stime irrealistiche circa le proprie abilità, praticamente lo condannano fin dall’inizio. Forse in fondo il profeta sente che non ce la farà e questa consapevolezza lo spinge più fortemente di quanto non sarebbe altrimenti. Ciò potrebbe spiegare il ritmo frenetico con cui molti conducono la loro missione, anche in età avanzata, cercando di ottenere il massimo possibile in un tempo che essi sentono essere breve.

Malgrado l’irrealtà narcisistica che li caratterizza, i profeti possono essere a volte stranamente realistici.

Len Oakes, Prophetic Charisma, Decimo capitolo

Pubblicato in Citazioni da "Carisma Profetico", Jim Jones, Leader, messia, guru, narcisismo | Lascia un commento

Un grande libro

Un grande libro è terribile, perché la sua storia dentro di noi non si spegnerà mai; e sarà la storia della nostra libertà. Una biblioteca è molte, strane, inquietanti cose; è un circo, una balera, una cerimonia, un incantesimo, una magheria, un viaggio per la terra, un viaggio al centro della terra, un viaggio per i cieli; è silenzio, ed è una moltitudine di voci; è sussurro ed è urlo; è favola, è chiacchiera, è discorso delle cose ultime, è memoria, è riso, è profezia.

Giorgio Manganelli

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Falso conformismo

L’intenso stile di vita della setta non può essere mantenuto. Quando praticamente ogni comportamento viene interpretato come una prova del proprio impegno, si sviluppa un falso conformismo che è in contrasto con i valori propugnati dal gruppo. Poi subentra lo sfinimento, crescono cinismo e disprezzo, e con loro la resistenza al leader.

Ora il leader può spostare il gruppo verso l’autoritarismo e le credenze soprannaturali, entrambi funzionano come meccanismi di controllo sociale, ma aumentano anche i rischi di errore. La causa di gran lunga più comune dei problemi nei gruppi moderni è stata il fallimento della leadership nella fase in cui i gruppi sono diventati autoritari e super naturalistici come i movimenti di Rajneesh e Hare Krishna.

Len Oakes, Prophetic Charisma,

Pubblicato in Bhagwan Shree Rajneesh (Osho), Citazioni da "Carisma Profetico" | Contrassegnato , | Lascia un commento

Le motivazioni dei seguaci

Chi sono i seguaci e cosa li spinge? Nel capitolo 2 vengono presentati il punto di vista di Max Weber – che i seguaci cerchino la salvezza – e di Heinz Kohut – che cerchino supporto per creare qualcosa. Queste affermazioni sono conciliabili se accettiamo che la salvezza richieda creatività. Nessun approccio esclude la possibilità che altri fattori influenzino il comportamento dei seguaci. Weber disse anche che i seguaci vengono attirati verso il leader a causa delle loro straordinarie necessità, ma non spiega quali esse siano (Camic 1980, 9). Questo capitolo descriverà i seguaci e esplorerà le loro motivazioni.

Len Oakes, Prophetic Charisma 7. I seguaci e la loro ricerca

Pubblicato in Citazioni da "Carisma Profetico" | Lascia un commento

Le cose come noi le vediamo

[…] per l’uomo e per la sua salute psichica il modo di concepire e intendere le cose ha un’enorme importanza, al punto che si potrebbe quasi dire che le cose non sono tanto come sono quanto come noi le vediamo. Se ci facciamo un’idea sfavorevole di una situazione o una cosa, il nostro piacere è guastato, e di fatto essa risulta perlopiù sgradevole. E, all’opposto, quante cose diventano sopportabili, e addirittura possibili se riusciamo a rinunciare a certi pregiudizi e a mutare il nostro punto di vista.

C.G.Jung,  Opere vol.16

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Coscienti della propria ombra

«Ancora oggi dobbiamo essere estremamente prudenti per non proiettare troppo spudoratamente la nostra ombra; ancora oggi siamo sommersi dalle illusioni proiettate.

Un individuo abbastanza coraggioso per ritirare tutte queste proiezioni è un individuo cosciente della propria ombra. Un individuo siffatto si è accollato nuovi problemi e nuovi conflitti. Egli è diventato per se stesso un serio problema, poiché egli non è più in grado di dire che gli altri fanno questo o quello, che essi sono in errore e che essi devono venire combattuti. Egli vive nella casa dell’accoglienza del sé, del raccoglimento interiore.

Un tale uomo sa che qualunque cosa vada a rovescio nel mondo va a rovescio anche in lui stesso, e che col solo imparare a tener testa alla propria ombra egli ha fatto qualcosa di positivo per il mondo. È riuscito a rispondere a una parte infinitesimale dei giganteschi problemi insoluti dei nostri giorni.

La difficoltà di questi problemi sta in gran parte nel veleno delle mutue proiezioni. Come è possibile che qualcuno veda chiaro quando non vede nemmeno se stesso, né quelle tenebre che egli stesso proietta inconsciamente in ogni sua azione?»

C.G. Jung- Dal sito Jungitalia.it

Pubblicato in Altri testi, L'Ombra | Lascia un commento

Conflitti interiori

L’uomo in pace con se stesso, che accetta se stesso, dà il suo infinitesimale contributo al bene dell’universo. Ognuno presti cura e attenzione ai suoi conflitti interiori e personali e avrà ridotto di un milionesimo di milione la conflittualità del mondo.

C.G.Jung

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Dove stanno i ricordi

“E’ l’intero corpo a pensare e quindi è l’intero corpo a conservare i ricordi “

Alberto Giovanni Biuso

Pubblicato in Altri testi | Contrassegnato | Lascia un commento

Benvenuto a casa

Hai mai fatto l’esperienza di fermarti del tutto,
di essere così totalmente nel tuo corpo,
di essere così totalmente nella tua vita
che quel che già sapevi e quello che non sai,
e quel ch’è stato e quel che ancora dev’essere,
e le cose come stanno proprio ora
non ti danno neanche un filo d’ansia o disaccordo?
Sarebbe un momento di presenza totale,
al di là della lotta,
al di là della mera accettazione,
al di là della voglia di scappare o sistemar le cose o tuffarcisi dentro a testa bassa:
un momento di puro essere,
fuori dal tempo, un momento di pura vista,
pura percezione, un momento nel quale la vita si limita a essere,
e quell’”essere” ti prende,
ti afferra con tutti i sensi,
tutti i ricordi, fin dentro i geni, in ciò che più ami, e ti dice: benvenuto a casa.

Jon Kabat Zinn

Pubblicato in Altri testi, Poesie | Lascia un commento

Pensare in termini mitologici

Pensare in termini mitologici significa riuscire a immaginare questi “dèi” all’opera, tumultuosamente, vigorosamente ed efficacemente, continuando però a distinguere fra strato umano e strato divino.
Oserei dire che l’uomo occidentale ha perso la capacità di pensare in termini mitologici verso l’anno 1000, e lo strato è crollato. Forse la ragione per cui non è mai stato ricostruito dipende dal divieto della cristianità di creare nuove storie, o nuovi dèi, o forse dal fatto che dopo il Rinascimento l’entusiasmo provocato dalla ricerca scientifica andò assorbendo sempre più energia immaginativa.

In ogni caso, l’uomo e la donna europei smisero gradualmente di alimentare con la fantasia l’abbondante schiera di dèi, il cielo interiore collassò e ancora oggi calpestiamo i detriti di quell’antico edificio.

Robert Bly, Per diventare uomini

Pubblicato in Altri testi | Contrassegnato | Lascia un commento