Una vita molto ricca

https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2019/08/pt_c190813.jpg

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Il mondo

Il mondo della veglia non è che un sogno in confronto alla vita dopo la morte.

Maometto

Citato in Diana Darke, La mia casa a Damasco

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Lavaggio del cervello: idee sbagliate

Primo Mito: solo le persone deboli possono subire il lavaggio del cervello.
Verità: chiunque può essere sottoposto al lavaggio del cervello.Pensare che una persona sia immune agli effetti dannosi del lavaggio del cervello, la rende ancora più vulnerabile.[…]

Secondo Mito: la religione non lava il cervello.
La verità: Può capitare. Tutto ciò che viene preso nella forma estrema può essere una manifestazione di lavaggio del cervello, inclusa la religione.[…]

Terzo Mito: il lavaggio del cervello è immediato.
La verità: il lavaggio del cervello richiede tempo, a volte anni per giungere alla piena realizzazione. Ancora un altro cliente è venuto da me nel voler salvare il suo matrimonio ma credeva che molto probabilmente queste fosse giunto al capolinea. Erano andati da numerosi terapeuti, ma niente funzionava, anzi, solo peggiorava. Sembrava che sua moglie stesse usando le informazioni che aveva raccolto dalla terapia contro di lui. Confuso, depresso e arrabbiato, credeva davvero che stesse diventando pazzo. Così ha cercato un aiuto individuale in un ultimo sforzo, pensando che sarebbe stato ascoltato se avesse parlato.[…]

http://www.loritatinelli.it/2019/07/

Pubblicato in Altri testi, Manipolazione/Persuasione | Contrassegnato , | Lascia un commento

Lavaggio del cervello

Chiunque può essere coinvolto in una esperienza di lavaggio del cervello, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Ci riferiamo non al tipo di lavaggio del cervello comunemente riferito ai prigionieri di guerra. Piuttosto, accade nelle circostanze quotidiane, a persone molto intelligenti, nei luoghi più sicuri, in quantità così incrementali da essere difficilmente riconoscibile. Ogni volta che una persona mette da parte la propria sicurezza nelle mani di un’altra persona o organizzazione, esiste un potenziale per il lavaggio del cervello da lieve a grave. Ecco tre miti a riguardo...

Christine Hammond

Da: http://www.loritatinelli.it/2019/07/

Pubblicato in Altri testi, Manipolazione/Persuasione | Lascia un commento

Veritá suprema

La verità suprema e l’assurdità sono la stessa e identica cosa.

C.G.Jung, Il libro rosso Pag.242

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Rimanere vittime

In molti casi le azioni di qualcun altro contribuiscono realmente al nostro disagio e alla nostra infelicità. Non sto insinuando che dovremmo sentirci a nostro agio di fronte a un comportamento nocivo o distruttivo. Ma rimaniamo vittime fintantoché consideriamo un’altra persona responsabile del nostro benessere. Se Ling dice: «Io posso sentirmi felice e tranquilla soltanto se Jun smette di bere», si candida a una vita di malcontento e pena. La sua felicità sarà sempre a una bottiglia o a un sorso dal disastro. Analogamente, se Jun dice «L’unica ragione per cui bevo è che Ling è assillante e ipercritica», rinuncia completamente alla sua libertà di scelta. In vece di rappresentare se stesso in autonomia, è il burattino di Ling. Potrà ottenere il sollievo temporaneo di una sbronza come protezione dal malgarbo di lei; ma non sarà mai libero.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

I batteri europei

Quando spagnoli e portoghesi, francesi e inglesi sbarcarono in America, i germi che portano con sé fanno strage, sterminando fra il 50 per cento e il 100 per cento delle popolazioni locali. Cortéz sbarca in Messico nel 1520. Nella sua truppa c’è uno schiavo malato di vaiolo. L’epidemia che colpisce gli aztechi è l’arma finale dei conquistadores; in meno di un secolo, la popolazione messicana crolla da venti milioni a poco piú di un milione e mezzo di persone. La stessa epidemia devasta gli inca a sud, e determina la scomparsa della grande civiltà pellerossa del Mississippi prima ancora che vi giungano fisicamente i coloni francesi. La popolazione di Hispaniola, che conta un milione di persone quando vi sbarca Colombo nel 1492, nel 1535 è ridotta a zero da epidemie e massacri. Ancora nel 1837, quando un battello a vapore che risale il Missouri trasmette il vaiolo agli indiani mandan, una delle popolazioni culturalmente piú avanzate delle Grandi Pianure, la popolazione di un villaggio crolla da 2000 a meno di 40 persone in poche settimane. I batteri europei sterminano gli aborigeni in ogni parte del mondo, dalle isole del Pacifico all’Australia, al Sudafrica, spianando la strada ai cannoni e alle armi d’acciaio dei conquistatori.

Jared Diamond, Armi acciaio e malattie

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Prigioniera di un segreto

Il comune buon senso suggerisce semplicemente di evitare ciò che infastidisce o provoca ansia. Di non indugiare in quel pensiero. Di aggirarlo. E così facendo rifuggiamo dai traumi e dalle avversità del passato, o dai conflitti e dalle difficoltà del presente. Per buona parte dell’età adulta avevo pensato che la mia sopravvivenza nel presente dipendesse dal tenere sprangati il passato e la sua cupezza. Nei miei primi anni da immigrata a Baltimora, dal 1950, non sapevo nemmeno pronunciare Auschwitz in inglese. Non che avessi voglia di farlo, anche se fossi stata in grado. Non volevo la commiserazione di nessuno. Non volevo farlo sapere a nessuno.

Volevo soltanto essere una brava ragazza americana. Parlare inglese senza accento. Sfuggire al passato. Il mio desiderio di appartenenza, la paura di essere inghiottita dal passato, mi facevano lavorare sodo per tenere nascosto il mio dolore. Non avevo ancora scoperto che il mio silenzio e il mio desiderio di appartenenza, entrambi fondati sulla paura, erano un modo per sfuggire a me stessa: che scegliendo di non affrontare a viso scoperto il passato e me stessa, decenni dopo la fine temporale della mia prigionia, sceglievo di non essere libera. Io custodivo un segreto e il mio segreto custodiva me.

Edith Eva Eger, La scelta di Edith

Pubblicato in Altri testi | Lascia un commento

Poesia ellenista

Chi sei tu?
Io sono il Tempo che domina ogni cosa e sempre va correndo.
E perché hai le ali ai piedi?
Perché volo nel vento.
E perché i capelli ti scendono sulla faccia?
Perché chi m’incontra possa afferrarmi.
E allora perché, in nome del cielo, hai il retro della testa rasato?
Perché colui che si è lasciato superare dal mio passo alato
non possa più acciuffarmi, per quanto lo brami.

Posidippo, poeta ellenista, a proposito di Kairos, il “momento opportuno”

(Da: Diana Darke, La mia casa a Damasco)

Pubblicato in Altri testi, Poesie | Lascia un commento

Smantellare la prigione

Lungi dal lenire il dolore, tutto ciò a cui neghiamo l’opportunità di essere accettato diventa impenetrabile come muri di mattoni e sbarre d’acciaio. Quando impediamo a noi stessi di affrontare ed elaborare le nostre perdite, ferite e delusioni, siamo condannati a continuare a riviverle. La libertà risiede nell’imparare ad affrontare quello che è accaduto. Libertà significa raccogliere il coraggio di smantellare la prigione, un mattone dopo l’altro.

Eve Edith Eger, La scelta di Edith

Pubblicato in Altri testi | Contrassegnato | Lascia un commento